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Lunedì 25 Settembre 2017
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CSB Area Umanistica > LA BIBLIOTECA:

La Biblioteca "Giorgio Aprea": profilo storico

La biblioteca di area umanistica dell’Università di Cassino nasce contestualmente alla fondazione dell’ateneo nel 1979 ed era allora denominata “biblioteca universitaria”. Essa serviva le esigenze bibliografiche delle due primigenie facoltà di Magistero e di Ingegneria: era l’unica biblioteca dell’Università. I locali che ospitavano tutta la struttura (Sala di consultazione, uffici e deposito librario) erano quelli che oggi accolgono esclusivamente il deposito librario dell’attuale Centro di Servizi di Biblioteca (CSB) umanistico, ossia l’intero piano terra di 300 m2 circa di una delle due palazzine della sede storica delle due Facoltà. Il nucleo originale della raccolta libraria era costituito da circa 20.000 volumi di ambito sia umanistico sia ingegneristico e di circa 300 periodici di settore. La Facoltà di Magistero oltre a prevedere percorsi di laurea per futuri insegnanti di scuola, offriva agli studenti uno specifico percorso per assistenti sociali: la Scuola speciale per assistenti sociali. Queste due caratteristiche disciplinari della Facoltà ebbero pieno riscontro nella raccolta libraria della biblioteca, infatti la gran parte di essa era costituita da libri di didattica e pedagogia, da un esiguo gruppo di linguistica e da un cospicuo complesso di volumi dedicato alla psicologia ed alla sociologia rappresentato dalle collane di settore de il Mulino, della FrancoAngeli e della Boringhieri. A corredo della raccolta furono acquistati numerosi libri di lingua e narrativa russa, in pregiate edizioni e dai formati molto caratteristici. Anche gli abbonamenti riflettevano esclusivamente questi orientamenti disciplinari, con una leggera sproporzione verso i periodici dedicati al mondo della scuola ed alla pedagogia. A metà degli anni Ottanta la Facoltà di Magistero si trasformò in Lettere e Filosofia e furono inaugurate in pochi anni le Facoltà di Economia e di Giurisprudenza. La biblioteca universitaria dapprincipio fu organizzata in sezioni, poi fu riorganizzata e scorporata in quattro distinte biblioteche di facoltà; la nostra biblioteca umanistica fu l’unica a restare nella sede originaria.

Nel frattempo il patrimonio bibliografico si era accresciuto ed arricchito a livello disciplinare grazie ai molteplici indirizzi (Lettere classiche e moderne, Filosofia e storia, Servizio sociale, Lingue e letterature straniere) sfiorando all’inizio degli anni Novanta 40.000 volumi e circa 450 periodici attivi. Questi anni di formazione della struttura furono fondamentali: furono acquistate le più importanti collane editoriali di ambito antichistico (Les Belles Lettres, Teubneriane, Loeb, OCT, Lorenzo Valla …) e medievistico (Patrologia latina, Patrologia greca, Corpus christrianorum …); furono implementate le risorse bibliografiche d’italianistica, di anglistica e di francesistica; la Sala di consultazione fu dotata dei principali strumenti di ricerca generale (tutte le sezioni dell’Enciclopedia Treccani, i corpora delle iscrizioni greche [IG] e latine [CIL], il Thesaurus linguae graecae, il Thesaurus linguae latinae, le enciclopedie di storia dell’arte, di storia, di filosofia, molteplici storie della letteratura italiana e delle letterature straniere, dizionari di ogni genere, etc.). Nel corso degli anni Novanta fu nominato direttore della biblioteca un giovane ed illuminato bibliotecario –Giorgio Aprea- che, appoggiato da un bel gruppo di docenti molto attenti alle politiche bibliotecarie fra quali la prof.sa Gabriella Braga, in pochi anni plasmò la biblioteca con la propria personalità, avviò una serie di servizi all’utenza ed anche i processi di catalogazione informatizzata e di conversione retrospettiva. Così la nostra biblioteca in virtù della varietà disciplinare della raccolta e della ricca offerta di servizi (reference, consulenza bibliografica per le tesi, spoglio delle riviste e segnalazione degli articoli, etc.) fu trasformata da biblioteca di facoltà in Centro Interdipartimentale di Servizi (CIS). In questo stesso periodo fu istituita la prestigiosa Scuola di specializzazione per conservatori di beni archivistici e librari della civiltà medievale, il cui regolamento didattico prevedeva la creazione di un’annessa biblioteca specializzata da allestire nei locali adiacenti quelli della Scuola, ma strutturalmente afferente al CIS. La Biblioteca della Scuola ricopre con testi specialistici i seguenti settori: archivistica e biblioteconomia; storia dell’arte e della miniatura; storia della scrittura e del libro manoscritto; cultura medievale. Fu regolamentata con una specifica normativa che escludeva tutte le opere dal prestito ed essa oggi, sebbene la Scuola non esista più per motivi legati alle recenti riforme universitarie, è un piccolo nucleo librario (10.000 volumi circa) di grande pregio. Gli anni della direzione di Giorgio Aprea e della contemporanea presidenza del CIS della prof.sa Gabriella Braga furono decisivi per avviare il necessario processo di modernizzazione della biblioteca e per promuovere la struttura all’esterno dell’Ateneo (sia a livello territoriale locale, sia a livello nazionale). Si riuscì persino ad acquistare un pregiato fondo librario: il Fondo Sijpesteijn, acquisito in blocco alla morte del noto papirologo nel 1998. Tra il 1994 ed il 1999 le famiglie di altri due studiosi di fama nazionale donarono le loro biblioteche personali al CIS: la biblioteca privata della prof.sa Rosa Filosa Vocaturo e quella del prof. Francesco Arnaldi. Purtroppo nel 2001 il CIS fu segnato dalla prematura scomparsa del suo direttore, compianto da tutti gli studenti, i docenti ed i colleghi della Facoltà e dell’Ateneo. In sua memoria l’allora Rettore dell’Università intitolò il CIS a suo nome e dal mese di maggio 2001 la denominazione completa dell’istituto fu Centro Interdipartimentale di Servizi – Biblioteca “Giorgio Aprea”. Intanto il CIS, nonostante le tristi circostanze, cominciava sempre più a diventare una biblioteca importante sia nel circuito territoriale del Basso Lazio per la sua posizione strategica a metà strada tra le grandi biblioteche di Roma e Napoli sia a livello nazionale come punto di riferimento per molti studiosi –soprattutto classicisti- per il suo patrimonio apprezzabile per estensione (circa 60.000 volumi oramai) e per grado di specialità.

Nel quinquennio 2000-2005 accaddero molti eventi:

• Ancora una volta la biblioteca fu scelta per accogliere donazioni di fondi librari specialistici: nel 2002 la donazione della famiglia Belasio d’argomento geografico, nel 2003 quella della Biblioteca del pensiero lionistico, nel 2004 la donazione della famiglia Ritti di ampio prospetto disciplinare in ambito umanistico.

• Inizia il vero e proprio passaggio alla integrale gestione informatizzata dei servizi attraverso l’adozione del software Aleph500.

• Nel 2005, contestualmente alla catalogazione su Aleph500 dei numerosi periodici in abbonamento, il CIS aderì al circuito di ACNP (Catalogo Nazionale Italiano dei Periodici).

• Sul finire del 2005 la nostra biblioteca promosse il Sistema Bibliotecario del Lazio Meridionale (progetto Sibilla). Si tratta di un'iniziativa dell´Università degli Studi di Cassino in cooperazione con la Regione Lazio. L´Università degli Studi di Cassino, il Sistema Intercomunale Biblioteche Valle del Sacco, l´Associazione Bibliotecaria Intercomunale Valle dei Santi, il Sistema Bibliotecario Sud pontino, la Provincia di Frosinone, la Provincia di Latina e la Biblioteca annessa al Monumento Nazionale dell´Abbazia di Casamari parteciparono al progetto con la finalità di rendere fruibile ad un più ampio bacino di utenti i volumi raccolti. Il mezzi con i quali si esplicava questo servizio culturale erano: un Metaopac dei cataloghi di tutte le biblioteche aderenti al progetto ed il prestito interbibliotecario gratuito tra gli enti coinvolti. Oggi permane solo quest’ultimo.

Nel 2006 l’Ateneo aprì due sedi decentrate afferenti alla Facoltà di Lettere e Filosofia: il Polo di Frosinone con annesso corso di laurea in Conservazione dei beni culturali ed il Polo di in giornalismo. La sede di Frosinone da gennaio 2007 venne dotata di una piccola Sala di consultazione con libri a scaffale aperto (n. 20 postazioni) e per la sede di Sora, invece, fu acquistato un piccolo nucleo di volumi (300) collocati negli uffici della segretaria didattica. Entrambi i poli librari decentrati erano -ed ancora oggi sono- gestiti a distanza dalla nostra biblioteca con non poche difficoltà.

Il 2006 fu un anno spartiacque: venne istituito il Sistema Bibliotecario d’Ateneo (SBA) come centro di servizio di coordinamento di tutte le biblioteche dell’Università. Fu stilato, emanato con decreto rettorale ed approvato in sede di Senato Accademico il regolamento ufficiale del SBA, nel quale le quattro preesistenti biblioteche (il CIS; la Biblioteca della Facoltà di Economica; la Biblioteca della Facoltà di Giurisprudenza e la Biblioteca della Facoltà di Ingegneria) furono articolate in tre Centri di Servizi di Biblioteca (CSB):

1. il CSB di area umanistica – Biblioteca “Giorgio Aprea”, che ereditò tutta la gestione del CIS e in più divenne anche il Centro di riferimento per la Facoltà di Scienze motorie di novella istituzione;

2. il CSB di area giuridico-economica, nato dalla fusione delle due succitate biblioteche di Facoltà;

3. il CSB di area ingegneristica.

Furono rinnovati anche i rispettivi regolamenti “Utenza e Servizi” dei tre Centri.

Nei primi mesi del 2007 il CSB umanistico accolse come donazione il Fondo Osvaldo Baldacci, d’ambito geografico e cartografico. Nel 2009 il SBA accettò altre due donazioni: il fondo privato del linguista Francesco Agostini di ambito filologico moderno e il fondo “Enzo Santarelli” d’ambito storico-politico.

Si cominciò ad usare correttamente ed in tutte le sue funzionalità il prestito informatizzato, differenziando le transazioni (prestito bisettimanale, settimanale, giornaliero, in home, etc.) ed a produrre le relative statistiche di utilizzo delle collezioni; si aderì a NILDE, potenziando il servizio di Document Delivery. L’incremento del patrimonio, nonostante la regolare flessione nell’erogazione delle risorse finanziarie messe a disposizione dei dipartimenti per la biblioteca, restò costante, attestandosi intorno alle 4.500 unità bibliografiche, suddivise tra monografie, collane ed opere in continuazione, esclusi gli abbonamenti correnti (circa 400).


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